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Archivio Ottobre 2007

ninfee

26 Ottobre 2007 5 commenti
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(come stai? bene grazie, e tu?) prove tecniche di canzone stonata

21 Ottobre 2007 9 commenti
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eppur si muove

16 Ottobre 2007 3 commenti
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quel remo del lago di…

11 Ottobre 2007 8 commenti
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andando avanti

8 Ottobre 2007 2 commenti
per un centinaio di metri ci si avvicina a questi edifici dalla struttuta estremamente semplice. Sono tipici del luogo, si estendono in larghezza ed hanno finestre piccole per proteggersi dal freddo e sono senza terrazze per evitare la manutenzione.
La disposizione dei singoli ambienti per diverse famiglie è data dal colore dei balconi che cambia o dei muri esterni di solito rosa o verdi o bianchi.
Dall’altra parte della strada c’è una fontana di pietra dall’aqua gelida che bevo accostando la bocca alla canna e un pruno selvatico con i frutti piccoli ed asprii
tutti buccia e nocciolo che si "allegano" ai denti.
Sul ciglio della strada, sotto un melo, stanno sparpagliati frutti gialli e rossi e aspri al gusto. Molti sono marci o mangiati dai vermi, ma qualcuno è intatto e dalla polpa croccante. Non li danno più nemmeno ai maiali, eppure, se ti viene l’idea di prendere su una mela, vedi una tendina che rapidamente si scosta o uno che ti guarda storto e tu nascondi mano/mela/vergogna e molli tutto lì.
Prendendo un viottolo pietroso che sale bruscamente ci si avvia verso il bosco.
In cima il sentiero si divide in varie possibilità di percorso. Tenendosi sulla sinistra, dopo un quarto d’ora di strada tra aberi e larici si arriva ad un appezzamento di terreno  brullo dove pascolano dei cavalli. 
Avvicinano il muso all’erba secca che strappo per darla loro da mangiare.
Mi investe il vapore caldo del fiato. Liscio il pelo corto della testa e loro stanno fermi, allarmati, con gli occhi enormi fissi e si lasciano fare per un po’ per poi scrollarsi di dosso mosche e carezze.
Sul palmo mi resta l’odore selvatico di sudore.
Ormai non restano che 20 minuti per arrivare a casa.
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se invece

5 Ottobre 2007 6 commenti
torni indietro e costeggi la casa con le pietre a vista
poi ti ritrovi a camminare lungo la strada fino ad un capitello di scarse pretese bloccato lì su di un angolo di fronte alla curva..
Allora attraversi e guardi su verso la casa più antica nei dintorni e non puoi fare a meno di fermarti a seguire il profilo di quella terrazza fiorita fatta di liste di legno scuro bruciate dal sole e ingentilita da quelle finestre dal profilo bianco e le curve armoniose…
C’è quella particolare delicatezza di linee.
Senti che la casa è solida e fresca,
che è stata costruita per durare . …
.
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