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Archivio Giugno 2006

kiwi

23 Giugno 2006 16 commenti


i fiori del kiwi.

il caldo e il fresco dell’estate.

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Trieste

19 Giugno 2006 4 commenti


palazzo di fronte

Categorie:Città del mondo Tag:

cronaca annunciata (da Trieste) senza pelle

14 Giugno 2006 28 commenti


esiste un modo per dare fine al moto perpetuo?

Credo di essermi svegliata solo stamattina.
Ci sono frammenti appiccicati lì, nella mente, attaccati con la colla.
Faccio fatica a ricomporli. Sono pezzi di un puzzle scomposti dalla mano di un bambino.
La bambina sono io.
Mi cerco in mezzo a quel giorno fatto di parole, di marciapiedi, di coca cola, di punti, di virgole.
Corsivo, maiuscolo.
Ci provo a dare un minimo di ordine e a raccontarlo questo giorno lungo un anno.
Ci provo a trovarmi.

Fermo immagine.

Punto.
A capo.

ARRIVO

Al di là della porta a vetri, al di là delle transenne, spiccano un’aria adolescente dentro una camicetta verde e occhiali da sole, una pettinatura rasta?, una barba e due occhi scuri, dei capelli rossi-ricci, una figura snella, qualcuno accucciato.
Ci si abbraccia, fuori dalla stazione, ci si avvicina.
Magliette, calzoni, sandali.
Sono in giacca blu; ho caldo.
Che strano il contatto fisico, dopo tante parole, lette, scritte, dette.
Colori, pelli, profumi, gesti, vicinanze, lontananze.
La sensazione di.
La bolla.
Vista.
Tatto

Già non mi ricordo più niente.
Dissolvenza.

Dunque, ci provo comunque.
Sono salita in macchina, ho camminato, mi sono aggrappata,
ho mangiucchiato un’insalata mista.
Ho cercato di parlare, di chiedere
Cosa? Come?
Escono a fatica, le mie parole.
Un interrogatorio.
Rinuncio.
I pensieri sembrano altrove.
Sensazione di “desiderio di silenzio”.
In effetti si sta così bene lì seduti nella brezza.
Taccio.
Llu quando si gira ha un modo speciale di guardare da sotto in su.
Si preoccupa che riesca a tenere il passo.
Gentile.

Si cerca il posto.
Cammino nell’aria tiepida di Trieste sentendomi “trasparente”, attraversata dall’aria tersa.
Mi attacco ad un braccio, a due, mi stacco.
Un po? indipendente un po? no.
Forse era meglio se

Quando (ci) si toglie gli occhiali si apre un mare verde.

campo lungo.

PRESENTAZIONE

Mi do da fare con le olive e con piatti e bicchieri assieme a caracaterina.
Cerco un mio posto, in piedi, seduta, caldo, discorsi, un po? di qua, un po? di là.
Eccitazione da inizio.
Mi appoggio al muro, mi allontano.
Ondeggio sui talloni.
Al centro, calma piatta.
Espulsa da un movimento opposto galleggio ai margini, focalizzata.

Una delle scrittrici sta in piedi.
Interviene e, poi, va via, incazzata.
Hanna prende appunti
Llu-Maria è davanti, in mezzo, tra mics e il prof Longo, tranquilla, apparentemente.
Mics è rilassato, ha un viso pensoso.
Demetrio è seduto per terra, di fronte, con il suo sorriso largo e la bocca da bambino.
Il professore è quieto, comincia benissimo, comincia a parlare dei libri.
Ha una bella testa di capelli bianchi
Lo interrompono.

Si va avanti.
Panna illustra con voce stentorea il percorso della casa editrice.
Non ho ancora capito dove siano nascosti i suoi capelli tra le forcine.
Non riuscirò a capirlo per tutto il tempo.

Si proietta un filmato: “Voci” (troppo lungo e alle spalle degli scrittori che non vedono niente)
ma che importa, infine?
Le voci si vedono e tu le guardi.

La gente comincia ad uscire e a stare sul marciapiede.

Altri discorsi. E c’è chi va e viene.
Onda lunga, schiuma.
Era meglio se.

Quando cominciano a parlare “gli altri” delle aziende io sono già in giro per i fatti miei, con la mente.
Il blog in azienda per dire la verità ai clienti.
(magari ho pure sentito male)

Volevo sentire parlare di libri, di autori, della trasformazione delle parole.
Avrei voluto capire il lavoro, la fatica, di passare da una scrittura frammentata, poco riflessiva, immediata, a quella che richiede un disegno, una trama, un percorso guidato, un intervento degli editor e come gli autori fossero riusciti a fare questo, quali erano stati gli ostacoli, i problemi, le soluzioni.
Ho provato ad intervenire, senza successo o fuori tempo massimo.
Inappropriatamente.
Non c?era tempo.
O la mia esigenza era troppo tradizionale.

La scaletta di cui non sapevo niente esigeva un altro percorso oppure qualcuno è solamente più vorace.
In azienda, di solito lo sono.
Ma va bene così.
E’ interessante la commistione e, poi, per loro è la prima volta.
Vorrei che tutto andasse bene.
Orietta si è data da fare in mille modi. Ma è difficile combinare tutti i fattori e cmq non va male.

Ho parlato con tanti, non so bene con chi, incrociato sguardi e parole.
Cous cous, vino, insalata di riso (io no) dolce.
Nicola appare e scompare con la sua aria da ragazzo.

Caracaterina, ha l’aria di divertirsi e va avanti-indietro nel suo abito nero e bianco. Elegante.
Fainberg, è tesa, seduta là in fondo al tavolo e i capelli le spiovono davanti al viso. Vorrei incrociare il suo sguardo, ma non ci riesco, è troppo occupata e lontana.

Io già non capisco più niente. La folla mi stressa, di solito.
Vorrei uscire. Esco.
Si risale in macchina sono scarrozzata di qua e di là senza sosta.
Grazie ancora.
Silenzio.
Del resto siamo tutti stanchi e loro più di me di sicuro.
Me lo godo questo silenzio. Si sta bene.

Punto.

CENA

A sera, a cena, pilucco un po?, non mi ricordo nemmeno che cosa.
Ah, sì, antipasto di pesce e gnocchi al tartufo nero.
Mi pare. Per quello che può interessare.
Lascio a metà il piatto.
Mi si è chiuso lo stomaco.
Regolare
A me dovrebbero dare le porzioni dei bambini.
Presenza-assenza, la mia.
Avrei voluto/dovuto? girare a raccogliere frammenti del gruppo, ma sono troppo stanca e confusa per farlo.
E, poi, loro si conoscono già quasi tutti.
Quindi me ne sto seduta lì, sempre nello stesso posto.
Ma non c’è problema, davvero.
Li guardo tutti quanti nel pieno di questa avventura che accende gli sguardi.
Li guardo come posso; aspetto.

Dalla borsa tolgo i libri e llu legge mics e mics legge llu e panna legge capsicum che non c?è.
E’ un bel momento.
Le parole finalmente.
Si beve: chi grappa, chi sorbetto
Mi faccio fare le dediche.
C’è chi fa foto.
Prego dio che non mi inquadrino, ma è possibile questo in un film?

Si esce.
Si sale in macchina.
Punto.

NOTTE

Si va a dormire.

La notte è lunga.
Leggo uno dei libri

Mi addormento alle due e mi sveglio alla 4.
Alle sei sono in piedi a vagare per corridoi.

Mics va a vedere il mare.
Gli altri dormono, penso.

Come fanno?

La serratura della mia camera si blocca.
Mi immagino di dover restare lì almeno una settimana.
Dio mio.
Aspetto fuori dalla stanza.
Che strana coincidenza quella delle porte sbarrate.
Non credi?
Sarei in viaggio.

Invece

Fermati.

Ma sono io che cado
Succede, lo sai bene.
Non c’è niente da fare se non aspettare che se ne vada questa sensazione di cadere in una voragine senza speranza.
Estranea al mondo.
Senza pelle.

La pellicola stride.
Gira a vuoto.
Rischia di spezzarsi.
Si spezza.

Fermo immagine.

La scena è da rifare.
Rewind.
Non c’è tempo.
Non c’è voglia.

PARTENZA

Ci sono persone sempre in fuga che mangiano la polvere dei loro passi
nel loro girare intorno con furia, passione, grazia e innocenza.
Bisogna lasciarle andare.

Io non corro più
Sto ferma.
Innocente anche.
Credo.

Colombo, nel suo viaggio, credeva di trovare le Indie e trovò, invece, l’America.
Che fortuna.
Con meraviglia, hanno scoperto che la terra è rotonda e che, girando, si torna sempre allo stesso punto.
E’ così che mi ricordo.
E’ consolante saperlo. Almeno non ci si perde.

Mi fermo, dunque.
Ma è il moto che ti salva, forse.
Diventata trasparente, cado.
Senza pelle.

dice Umberto Saba:

“Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia”

Partiamo
Mi metto gli occhiali scuri pure io.
Si sa mai che.
Ci si abbraccia e c?è chi va lontano e chi no.
In viaggio comunque.

Adesso sono qui.

In mezzo a questo strano gioco di parole, punti e virgole, mi è difficile capire se è finito questo giorno lungo un anno in cui non so nemmeno se ci sono stata e dov’ero.

Mi sono accorta che ho dimenticato una maglietta nell’albergo.
Si dice che dimenticare qualcosa da qualche parte ha un significato.
Quale, ancora non so.

titoli di coda.
fine

rewind.

Esiste un modo per dare fine al moto perpetuo?

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ecco

7 Giugno 2006 9 commenti


l’ultima.
un grammo di foto ancora più in là.
Di più non posso.
ho i miei limiti
ecco.

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barche

6 Giugno 2006 Commenti chiusi


sul lago.
un fotogramma più in là.
Paesaggio romantico, dice pispa.
non so.
Lucente, forse, ed ombroso, nello stesso tempo, con uno sfarfallio di luci e l’ombra acquattata sullo sfondo
e non sai mai quando il buio arriva
e da dove
e perchè.

e allora stai ferma a guardare ancora un po’ e sospendi il momento di andartene, con la sensazione che l’ombra tardi a venire e non sai, invece, che lei è già lì.

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barche

4 Giugno 2006 2 commenti


sul lago

«?Giù il lago
adesso non si vede, ma risuona
cupo dentro le darsene, e le barche
gemono nel loro cuore di legno e di catrame»

Da “Poesie di lago e di mare” di Pietro Berra

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eccoliii!! (libri, libri, libri)

2 Giugno 2006 7 commenti


tra breve tempo usciranno i nuovi libri della casa editrice Untitl.Ed
(untitled tra i miei links, per ulteriori notizie)

I nuovi libri sono di:

llu – Maria Carrazoni (Sicilia)
mics – Michele Ruele (La macchina ideale)
capsicum – Cecilia Deni (Nessuno a cui parlare)

in particolare, congratulazioni a Llu (tra i miei links)
brava!!! :) ))

I tre precedenti erano:

Il pasto grigio (tra i miei links: demetrio)
Vedrai vedrai (tra i miei links :alice)
Voice recorder (tra i mei links: scrivana)

Le librerie in cui potete trovare i libri untitled sono:

A MILANO:
Libreria Internazionale U. Hoepli
via Hoepli 5
www.hoepli.it

A MANTOVA:
Libreria Di Pellegrini
Corso Umberto I, 32

A BOLOGNA:
MODO infoshop Interno 4
via Mascarella 24/b
www.modoinfoshop.com

A TORINO:
Mood Libri & Caffé
via Cesare Battisti 3e
www.moodlibri.it

Campus Libri
via Rattazzi 4
www.campuslibri.it

AD ASTI:
La Bottega del Libro
via Ospedale 16

A IVREA:
Libreria Cossavella
Corso Cavour 11

A VENEZIA:
Libreria Tarantola
Campo San Luca 4269

A PADOVA:
Libreria Progetto
via Portello 5/7

A VICENZA:
Librarsi
Contra’ delle Morette 4

A UDINE:
D.O.R.R.
centro commerciale Città Fiera

A PORDENONE:
Libreria al Segno
vicolo dal Forno, 2

A GORIZIA:
Equilibri
via Seminario 8

A GENOVA:
Porto Antico Libri
Palazzo Millo, al Porto Antico

Libreria Voltapagina
via C. Rota 16/r

L’Albero delle Lettere di Stefania Usai
Via di Canneto il Lungo, 38 R

AD ALGHERO:
Il Labirinto
via Carlo Alberto 119
www.alguer.it/labirinto

A ROMA:
Libreria Fahrenheit 451
Campo de’ Fiori 44

Altroquando
via del Governo Vecchio 80 (piazza Pasquino)
www.altroquando.com

libreria Rinascita
via delle botteghe oscure 1-3
www.rinascitalibri.it

libreria Alice
piazza della Chiesa Nuova 21

Odradek la Libreria
Via de banchi vecchi 57
www.odradek.it

A NAPOLI
Libreria Pisanti
corso Umberto I, 38/40
www.libreriapisanti.it

A BARI:
Biblios
via De Rossi 187

AD ANDRIA:
Libreria Guglielmi
via Bovio 76

A TRANI:
La Maria del Porto
via Statuti Marittimi 42
www.lamariadelporto.it

A PALERMO:
Modus Vivendi
via Quintino Sella 79

A MESSINA:
Libreria Hobelix
Via dei Verdi 21
www2.glauco.it/hobelix/

A REGGIO CALABRIA:
Libreria Falzea
Viale Calabria 60/68

AD AMSTERDAM (NL)
Libreria Bonardi
Entrepotdok 26
www.bonardi.nl

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una brezza leggera 5 (fine)

1 Giugno 2006 4 commenti

Una brezza leggera faceva tremare le foglie dell?albero nel caldo del pomeriggio.
Lanciai uno sguardo al cortile dei vicini.
Niente si muoveva dietro le tendine.
Dove era andata a finire Britta?

una brezza leggera … 1)
pag. 2)

una brezza leggera … 2)
pag.24

una brezza leggera … 5)
pag. 25)

dal libro
“Un prosatore a New York

di Goran Tunstrom

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