Archivio

Archivio Dicembre 2005

e quando penso a noi (in attesa di un anno nuovo)

31 Dicembre 2005 9 commenti

a noi bloggers,
dico,
penso
al Decamerone
con noi,
chiusi,
dentro una grande casa
a raccontarci storie
mentre,
fuori,
il mondo impazzisce
e noi,
invece,
ci guardiamo
ci leggiamo
e ci ascoltiamo
con la bocca spalancata
per lo stupore
e gli occhi sgranati

e quando
penso a noi
penso
alle Mille e una Notte
con Shahrazad e Aladino,
Alì Babà e Sindbad …

e quando
penso a noi
penso
al hyakumonogatari,
gioco giapponese
dei CENTORACCONTI,
in cui
alcune persone
si raccolgono
da qualche parte,
di notte,
e accendono dei lumini
e, poi,
cominciano a raccontare,
a turno,
storie di fantasmi
e SPENGONO
un lumino
al termine di ogni racconto.

e allora,
stanotte,
in particolare,
in questa speciale
notte,
penserò a voi
e ACCENDERO’,
un lumino
per tutti
e mi verrà,
di sicuro,
in mente
una piccola storia,
che vi dedicherò
e, magari,
anche
una sola parola
vi raggiungerà
e vi verrà
in mente,
forse,
di rimandarmene,
con il pensiero,
un’altra
e, allora,
SPEGNERO’
il lume
con la vostra parola
tra le dita
intrecciate

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

mammmma mia (pensieri notturni sul tempo che fugge)

30 Dicembre 2005 4 commenti


sta scappando anche il 2005.
Quand’è che gli anni erano lenti a passare?
non mi ricordo più.
da bambini,
forse,
da ragazzi,
forse…
da un bel po’ se ne vanno così veloci,
così rapidamente.

Mi sento sulla cresta di un’onda che corre verso riva.
Mi sento come una pietra che rotola giù da una montagna.
mi sento

pensieri di primissimo giorno,
ed è ancora buio
e c’è la neve, fuori
e ho i piedi gelati
dentro le pantofole grandi di un altro
e la camicia a scacchi,
felpata, blu e bianca,
sopra il pigiama,
ma ho freddo lo stesso
e adesso torno a letto,
a dormire,
magari

e stamattina, ore 9 c’è il sole :)
e si sono gelati i tubi dell’acqua
e il riscaldamento è in tilt

ma c’è il cielo azzurro
e la neve brilla
e la giornata è bella.

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

e adesso qualcuno mi spieghi

28 Dicembre 2005 7 commenti

se c’era proprio bisogno di un altro film su King Kong

E adesso qualcuno mi spieghi se c’era proprio bisogno di un altro film di
Pieraccioni

E adesso qualcuno mi spieghi se c’era proprio bisogno di un altro film di Boldi-De Sica

E ADESSO QUALCUNO MI SPIEGHI COME MAI : natale a miami di boldi- de sica è il film più visto in italia in questi ultimi tempi.

QUALCUNO ME LO SPIEGHI.

PER FAVORE!!!
:( ((

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

verlan (ovvero…) auguri per l’anno che verrà

27 Dicembre 2005 9 commenti


che porti a tutti:

VELO
CIBA
ROMA
SARI
NIDO…

vediamo
e anche

RAME
MIRE…
SWORD
NICE
non mi viene in mente altro…

e che possiamo, tutti, volare!

Categorie:Senza categoria Tag: , , , ,

e ora

20 Dicembre 2005 6 commenti


la chiesa è un po’ lontana o forse c’è poca luce e l’obiettivo troppo aperto per la voglia di prenderla tutta.
Fatto sta che, forse, invece, mi trema la mano e la foto è mossa, però mi piace intravedere così, sempre da una terrazza, una cupola nel cielo tinto di rosa.

Categorie:Senza categoria Tag:

e

18 Dicembre 2005 9 commenti


sulla destra, poco lontano, si vede il Palazzo della Ragione nel cielo che si sta scolorando

Categorie:Senza categoria Tag:

dall’alto

16 Dicembre 2005 5 commenti


una via che si colora di indaco nel tramonto.
Ieri pomeriggio a Padova da una terrazza in centro.

Categorie:Senza categoria Tag: ,

colori dolci

15 Dicembre 2005 4 commenti


dolci colori

Categorie:Senza categoria Tag: ,

pagina in alto a sinistra

7 Dicembre 2005 7 commenti

Mi ricordavo che era in una pagina a sinistra, in alto.
L?ho ritrovata stamattina.
Pagina 40.
Il titolo del libro è ?Lo scrittore fantasma? di Philip Roth.
Dice così:

?Da bambino ho fatto la vita del saggio,
quando sono diventato grande
ho cominciato
ad arrampicarmi sugli alberi?

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

e rispondere solo

5 Dicembre 2005 4 commenti


Apro il barattolo di ceci con cautela per non sporcarmi le mani di liquido vischioso.
Lo schiocco fa raddrizzare le orecchie a Romeo che scivola giù dalla poltrona e mi si struscia addosso, poi, con viscida indifferenza, si affretta verso il piattino colmo di biscotti snack… olive-formaggio-pollo
?niente trippa per gatti, vecchio mio? gli rinfaccio, piccata.
Lui si gira e mi guarda con rotondi occhi verdi.
?Bastardo di un gatto?!

Vado di nuovo verso lo sgabuzzino e questa volta la linguetta della lattina salta via subito.
?Ecco qua?
Il collarino azzurro, sciupato, è sghembo sul collo.
Il pelo nero luccica e lui freme impaziente. Gli gratto la testa, poi verso la carne facendo attenzione a recuperare anche un bel po? di gelatina.
Ingurgita tutto avidamente con piccoli movimenti ritmici.

Passo in sala e accendo le casse.
Nel piatto c?è già un cd.
Esplode la voce di Vasco.
…. sei chiara come l?ariaaa…

Ora mi affretto verso il lavello, scodello il contenuto nello scolapasta e risciacquo il tutto con uno scroscio veloce. Scorre via un liquido salato e un po? denso che viene rapidamente risucchiato dallo scolo.
Dunque: aglio
Olio d?oliva.
In cucina mi piacciono i gesti precisi dei cuochi e la loro destrezza.
So di non avvicinarmi neppure lontanamente a tutto questo, ma il pensiero di altre mani e altre abili competenze, in qualche modo, mi rassicura.
Taglio la pancetta a dadini tanto irregolari da essere imbarazzanti, del resto l?ho appena tirata fuori dal freezer ed è congelata.
Il coltello scivola.
E? già tanto se non mi taglio.
Infatti, mi taglio.
merda!

…respiri piano per non far rumoooreee…

Corro, di sopra a disinfettarmi e …l?alcool è freddo sulla pelle e …il sangue non accenna a smettere di uscire e… riga il lavandino di una striscia sottile.
Mi succhio il dito e un sapore acre mi invade la bocca.
Premo la ferita con un batuffolo di cotone.

La nausea mi prende lo stomaco e provo un senso di vertigine.

Mi scuoto.
Posso togliere il cotone, ora.
Il cerotto rosa aderisce perfettamente alla ferita appena umida.

In cucina recupero un minimo di attenzione.

… e con la faccia pulita cammini per strada mangiando una melaaaa…

Ora peperoncino piccante. Lo sbriciolo tra le dita con cura.
Faccio appassire l?aglio e dorare la pancetta.
E? il momento più delicato.
Nella mia dissipata disattenzione culinaria spiccano infiniti, trascurabili disastri
okkei. okkei.
Stavolta no.

Il soffritto crepita. Ora devo versare i ceci.
Rotolano rapidamente nella pentola e l?olio sfrigola liberato dalla tensione del calore eccessivo.
Aggiungo un po? di polvere di dado senza glutammato, verso un po? acqua , abbastanza da coprire i legumi giallastri.

Adesso la minestra deve cuocere un po? da sola.
Insomma, non c?è bisogno di me.

… tu solaaa dentro la stanza e tutto il mondo fuooooriiii…

ah, no!
Stavo dimenticando.
Dalla ciotola scelgo una patata abbastanza grossa, la lavo, la sbuccio e la taglio a fette sottili.
Immagino che serva a dare consistenza al brodo. Mi chiedo se ci vada anche un po? di rosmarino spezzettato. Non so bene la ricetta, imprecisa, come sempre, in cucina e, del resto, non ho voglia di uscire in giardino ad infradiciarmi le scarpe sulla neve.
A proposito, è meglio chiudere le tapparelle, fuori fa freddo.
Sospiro, impaziente.

…e quando guardi con quegli occhi grandiii…

Prendo il libro e mi siedo, finalmente.
Il tavolo è sgombro.
Allungo le gambe. Cerco il segno.
Varie righe sono sottolineate.
Scorro rapidamente le pagine; alcune hanno un bordo ripiegato in alto, un triangolo bianco.
Mi prende un?improvvisa inquietudine.
Ruoto la testa per alleviare la rigidità del collo.

Un rumore improvviso mi distrae.
Con un balzo, il gatto sale sul tavolo, mi si appoggia sulle spalle e comincia a leccarmi il naso con la lingua rasposa. Esala un fiato puzzolente mentre mi fa un solletico leggero e mi dà un piccolo morso di avvertimento.
Mi appoggia una zampa sulla guancia; so che se non lo accarezzo tirerà fuori le unghie.
Lo accarezzo, dunque, e lui alza la testa, estasiato, sollevando un mento triangolare in un tripudio di fusa. Beato, mi zompetta addosso con un frenetico movimento ritmico.

Il libro è aperto, davanti a me.

Distolgo lo sguardo.
E? tempo di tornare in cucina.
Aggiungo un po? d?acqua alla minestra che bolle vistosamente.
Più tardi farò scivolare dentro la pasta all?uovo sminuzzata.
Guardo l?orologio.
oddio.
Devo sbrigarmi, ho ancora un sacco di cose da fare.
Il dito ferito mi duole ancora e ho un cerchio alla testa.

… si vede quello che pensi, quello che sogniiii….

Torno in sala; il libro è appoggiato sul piano scuro e lucido del tavolo.
Lo prendo in mano.
Mi concedo un po? di quiete.
Faccio scorrere le dita sulla copertina, ne ammiro il disegno.
Lo apro, delicatamente, tolgo il pezzetto di carta che fa da segno e lo sfoglio, piano, con gesti amorevoli. L?ho letto con tale, acuta, stordente attenzione.
Momenti di pace.

Sorrido, spaurita, tra me.
Non c?è nessuno del resto, in casa.
Fuori, ormai è buio.
Sospiro, adagio.
Sento il cuore pulsare e un nodo alla gola.
Un?ansia impaziente mi scava dentro crepe sottili.
La testa risuona di parole stridenti, feroci, tenerissime.
La strada rimanda pochi rumori e fasci di luce intermittenti.

Comincio a strappare le pagine metodicamente, con furia trattenuta, a due, tre alla volta.
Poi le lacero a pezzi piccoli, irregolari.

Ora la copertina giace aperta, vuota, lugubre, sventrata.
Mi passo le dita sugli occhi umidi, esausta.

Avrei dovuto fare un lavoro più accurato, più preciso.
Raccolgo in fretta la carta e la sistemo nel bidoncino, in garage.

sola nella tua stanzaaaa….

Ecco.
Tutto a posto.
Mi si spezza il fiato.
Mi raddrizzo.
Torno in cucina.
E? tempo di buttare la pasta.

Di là la voce roca di Vasco rimbomba moltiplicata dalle percussioni di una nuova canzone.

Come staaaaii…
ti distingui dal luogo comuneeee
ti piace vivere come seiii
e rispondere solo a teeeee…

COME STAAAAiii…

Ti piace vivere come vuoiii…

…e rispondere solooooo…

…E RISPONDERE SOLOOO…

Mi mordo le labbra.
A sangue

Categorie:Senza categoria Tag: ,