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Archivio Marzo 2005

bastano

30 Marzo 2005 4 commenti


un po’ di pioggia e una giornata di sole e, nel giardino di entrata, esplodono improvvisamente i fiori di magnolia.
Resta da pulire il terrazzo, ahimè.

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Cambden market

29 Marzo 2005 12 commenti


di fronte ai negozi, dall’altra parte della strada le bancherelle sono talmente ravvicinate da creare percorsi strettissimi.
Sembra di stare in un labirinto che odora di patchouli.
Si sente parlare italiano dappertutto.

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stacco

26 Marzo 2005 6 commenti


Spicchi.

Mi nutro di spicchi di sole spalancando finestre e abitando terrazze.

Lo affronto con circospezione, la mattina, quando la pelle rabbrividisce all?aria ancora fredda e mentre, riluttante, mi scopro finché il tepore non mi cola sul viso, sul collo e sulle braccia.

I capelli lanciano bagliori ai vetri della finestra spalancata.

Dallo spicchio delle 10 una goccia ardente mi arrossa gli occhi e allora mi giro, mi piego e ostento un profilo arricciato.

La luce scava tunnel di fuoco sotto le palpebre socchiuse.

Saziata mi allontano.

L?ombra della stanza mi raccoglie di nuovo e lenisce strati di pelle accaldata.

Ne apprezzo il riparo.

Bevo sorsi di acqua gelata e cancello le fitte di dolore con un sonno vorace e breve che mi coglie di colpo, appena mi stendo supina.

La terrazza ad ovest mi aspetta con il fulgore aspro del sole pomeridiano.

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per

26 Marzo 2005 7 commenti


la gioia di Monsieur Charlus!
(o “Del come infierire in una pagina di blog” senza alcuna pietà nè pudore)

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mi pare di aver visto

25 Marzo 2005 2 commenti


un gatto!
eccoti un altro esempio, monsieur Charlus!

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Londra – reportage (continua)

24 Marzo 2005 2 commenti


Cambden Town.
Se guardate sulla cartina la trovate a nord. Ci si può arrivare, oltre che con il metro o l’autobus, anche in battello.
Quando si scende dall’autobus basta seguire la folla.
Il sabato e la domenica brulica di gente.
Attualmente è il “mercatino della pulci” più gettonato di Londra.

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equilibrista

20 Marzo 2005 6 commenti

vestirsi è un’impresa, ma è sempre qualcosa.
Cammino saltellando con il fagotto di maglietta, giacca della tuta e mutande puliti tenuti stretti sotto il braccio che si appoggia alla stampella. Ogni tanto cade qualcosa e allora la trascino o spingo con una gruccia fino al bagno.
Comincia l’operazione pulizia ed è tutto un girarsi, tenersi in equilibrio su una gamba, appoggiarsi.

Passo dal letto alla sedia.
Ogni tanto faccio un giro di pochi metri.
Qualche volta scendo dalle scale.
Mi sono specializzata in discesa.
Per risalire mi mancano le forze. Ieri ho sperimentato un metodo nuovo, così mi arrangio da sola. Mi siedo sul primo gradino e mi sollevo sulle braccia fino a raggiungere il secondo e così via.
Il problema, poi, è riuscire ad alzarsi.
Ma ce l’ho fatta.
Mi fanno compagnia le telefonate, le visite, gli sms, ma un po’ alla volta si diradano.

Leggo, rivedo cassette, metto ordine nei cassetti, lavoro a maglia, scendo al pc., faccio esercizi per la gamba sana e per quella malata.

La notte non passa mai.

Mi sono guardata allo specchio.
Fino a poco tempo fa avevo un’espressione spaventata.
In fondo agli occhi, anche oggi, rivedo un guizzo di quella paura, allora mi volto e vado via.

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Stazione (continua)

19 Marzo 2005 Commenti chiusi

“Se invece mi guarda dritto e dice:” Dimentichi di nuovo. Non è andata così, era ad Amsterdam, e mi avevi chiesto di provare un vestito per te”, mi sento venire meno dentro, e quando aggiunge:”E tu hai detto che la luce in questa città è così bella e morbida e io ho proposto di andare a vedere la casa di Anna Frank, mentre tu preferivi mangiare l’aringa per strada, anche se il pesce in salamoia di tuo nonno è molto meglio”, mi tremano le gambe per la gioia.
Alora: puntualmente lei sorride e se ne va, mentre io, puntulamente mi butto nelle acque del Prinsegeracht e affogo.
Pentito: che bisogno avevo di quello scambio di battute?
Perplesso: che cosa sarebbe successo se si fosse svolto veramente, e non solo nella mia fantasia.
Sconvolto: anche nella sua, di fantasia?”

Fontanella di Meir Shalev

non è forse questo che cerchiamo?

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Stazione

18 Marzo 2005 Commenti chiusi


Di tanto in tanto, quando esco dal fortilizio cintato del Giardino Ameno e vado ad Haifa o perfino all?estero, a Tel Aviv, capita che abbia l?ardire di piantare lo sguardo addosso ad una passante, una perfetta estranea, e le dica ? io che sono stato all?estero una volta solo in vita mia, con Alona in Italia : ?Ti ricordi di quando ci siamo conosciuti allora, in? quando sei scesa dal treno alla stazione sbagliata??
Se sorride…
Se muggisce…
Se invece mi guarda dritto…

Da Fontanella di Meir Shalev – Frassinelli

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My Fair Lady (3)

14 Marzo 2005 3 commenti


e, in fondo, una vetrata chiude lo spazio ampio e rettangolare.

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