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Archivio Novembre 2004

cane sul Sile

30 Novembre 2004 2 commenti


Treviso.
Domenica 28 novembre 2004

stavo passeggiando con due amici e… sulla pista ciclabile-pedonale che costeggia il Sile. Domenica pomeriggio il tempo era grigio, ma non troppo.
Avevamo ingurgitato una quantità incredibile di carne con le verze e vino rosso e avevamo bisogno di muoverci.
Di andare in centro non se ne parlava neppure. Il traffico era insostenibile.
Il centro di Treviso è così equilibrato e gentile a differenza della gente spesso rozza, ma anche qui non si può dire. Noi veneti possiamo essere incredibilmente scontrosi o incredibilmente pazienti e morbidi.
Lungo la strada, piacevolissima da percorrere ai piedi di una scala di pietra, su un muretto, un cane guardava verso il fiume.

Sembrava di porcellana.

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digitale

29 Novembre 2004 2 commenti


larice – 2 e platani

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digitale

28 Novembre 2004 3 commenti


larice – 1

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magnolia

26 Novembre 2004 2 commenti


di pomeriggio le foglie della magnolia del mio giardino si coprono di un colore dorato.
Ancora poco e poi cadranno.

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hotel du lac

24 Novembre 2004 3 commenti


In alto, verso levante, si intravede l?Hotel du Lac restaurato da poco.
La facciata guarda verso il lago.
Il bianco del muro si alterna al verde dei balconi circondati da una strana cornice color ocra pallido.
Si dice che Freud, lassù abbia scritto “Gradiva”.
Una targa sul muro esterno ricorda la sua presenza nel luogo.
All?interno l?albergo ha mantenuto l?arredamento di molti anni fa, un po? polveroso, direi,almeno la sensazione è quella, e demodé, ma sicuramente in linea con il suo stile.
Fuori, in posizione sopraelevata e spostata verso sinistra un campo da tennis in erba sintetica è a disposizione dei clienti e dei villeggianti; a pagamento, si capisce.
Sul lato nord invece, l?hotel Astoria copre tutto lo slargo, in alto.
E’ una beauty farm.
Si favoleggia di presenze e anche di proprietà ingombranti.
Ma, si sa, la gente mormora, specie nei piccoli centri.
D?estate la terrazza è ricoperta di gerani di color rosso brillante che appaiono dal lago, in basso come una macchia vivace.

I colori, adesso, sono tenui, raggelati.

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lago

23 Novembre 2004 5 commenti


Sulla cartina geografica è come una goccia azzurra.
Devi guardare con molta attenzione e conoscere i nomi dei posti vicini più importanti per riuscire a scorgere quello sputo.
Dal vivo, invece, è una pozza ovale, contornata da prati e da alture boscose.
D?estate l?hanno attrezzato con due spiagge riportando un po? di sabbia e affittando sdraio, cabine ed ombrelloni, a caro prezzo.
Chi non vuole spendere si stende sul prato e può accedere all?acqua attraverso alcuni passaggi melmosi tra le canne.
Le spiagge sono situate ad est e a sud.
Quella ad est raccoglie più a lungo il sole del pomeriggio ed è la più ambita.

D?inverno, quando fa molto freddo, il lago ghiaccia.
Anni fa si andava a pattinare.
Ora non più.
Ci sono un sacco di formalità da espletare e permessi da dare per la sicurezza dei pattinatori, così hanno creato una pista, a pagamento, poco vicino.
Ma non è la stessa cosa.
Il ghiaccio creava bolle argentee nell?acqua e sembrava di scivolare sopra uno specchio di monete luccicanti.

Ora, in novembre, sull?acqua si riflettono colori dorati e bruniti.

Non ci sono più le barche e gli assurdi pedalò.

Non ci va quasi più nessuno.

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io e

21 Novembre 2004 2 commenti


Quando andiamo in montagna la passeggiata di rito, la prima che facciamo io e…, inizia lungo una strada asfaltata.
E’ meglio camminare di primo pomeriggio perchè il percorso è orientato ad ovest al confine di una valle profonda e scura. Ma prima di quel precipizio si stendono prati verdi e dolci e il sole illumina tutto il tragitto a parte l’ultimo pezzo che si inerpica nel bosco.

Ad un certo punto c’è una fontana di pietra con due vasche separate.
Ieri l’acqua era gelida.
In superficie galleggiava uno strato sottile di ghiaccio che si era sciolto vicino ai bordi.
Io tentavo di farlo scivolare e ne percepivo il margine sottile che, dopo pochissimo, mi si è sbriciolato tra le dita.

Nell’altra vasca lui faceva a pezzi il ghiaccio con un bastoncino di legno e ci metteva impegno ed attenzione.
Lo guardavo sorridendo.

“Scommetto che, da piccola, se ti dicevano di stare ferma tu stavi lì, seria seria, con le mani intrecciate dietro la schiena!” mi dice divertito.

Annuisco.

Gli prendo la mano.

Adesso il sentiero si inoltra nel bosco.

Adesso il sentiero si inoltra nel bosco.

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fili spinati

18 Novembre 2004 4 commenti


l’acqua ha un sapore ferroso.

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di cosa parliamo

15 Novembre 2004 Commenti chiusi


quando parliamo d’amore?
E’ difficile dirlo.
Ho bisogno di parole altrui:
“… sentivo il cuore che mi batteva. Sentivo il battito del cuore di ognuno. Sentivo il rumore umano che facevamo tutti, lì seduti, senza muoverci, nemmeno quando la stanza diventò tutta buia”

é la fine del racconto di Carver: “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”
L’ho citata perchè segna il momento di pausa e di riflessione dopo che tante, forse troppe parole, sono state dette dai personaggi e c’è anche un po’ di paura, nell’aria, riguardo a quel sentimento.

A mio parere vale la pena di leggerlo tutto.

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ebbene sì, sempre lui

14 Novembre 2004 4 commenti


“Se siamo fortunati, non importa se scrittori o lettori, finiremo l’ultimo paio di righe di un racconto e ce ne resteremo seduti un momento o due in silenzio. Idealmente, ci metteremo a riflettere su quello che abbiamo appena scritto o letto; magari il nostro cuore e la nostra mente avranno fatto un piccolo passo in avanti rispetto a dove erano prima.
La temperatura del nostro corpo sarà salita, o scesa, di un grado.
Poi, dopo aver ripreso a respirare regolarmente, ci ricomporremo, non importa se scrittori o lettori, ci alzeremo e “creature di sangue caldo e di nervi” come dice un personaggio di Cechov, passeremo alla nostra prossima occupazione: la vita: Sempre la vita”

Prefazione di Raymond Carver alla raccolta di suoi racconti:
“DA DOVE STO CHIAMANDO” minumum fax

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