Archivio

Archivio Settembre 2004

della serie…

30 Settembre 2004 4 commenti


vorrei ma.

Allora, pedalando su e giù, faticosamente, devo dire, per il web ho trovato alcuni siti per ciclo-amatori-fanatici-dilettanti
Li dedico in particolare al mio amico marev, che è da ascrivere a tutte le categorie qui presenti se non ad altre di cui, però non so e non voglio sapere nulla.
ah, se ne conoscete di migliori… prego… fatemi/ci sapere.
Io passo parola, visto che “non posso” appunto, data “la serie del”…

Italia a due ruote
www.itinerariitaliani.com

Qui si dice che sono presenti gli itinerari da fare in bici e mountain bike in tutta italia.
Scegliendo la destinazione si hanno tutti i dettagli.

Pedalando al nord
www.cicloweb.net

sessanta località sulle Alpi e prealpi.
Le grandi salite raccontate dai ciclisti e un mercato dell’usato per trovare bici ed accessori

Gli amici della bici
www.flab-onlus.it
Piste ciclabili e cicloturismo.
Indirizzi di alberga-bici e ospita-bici, raduni e istruzioni per viaggi treno+bici

beh, mi sembrano tutte cose faticosissime… cmq, contenti voi, poi non dite che non vi ho avvertito!

Buon viaggio e attenti a scampanellare!!!

Categorie:Ciclismo Tag: ,

colazione da…

29 Settembre 2004 3 commenti


Ai primi freddi, mi viene voglia di?PORRIDGE

All?aspetto dà tutta l?idea di un?immonda pappetta senza gusto particolare, eppure, credetemi, ve lo consiglio.

Vi passo la ricetta

Io lo preparo così, ma sono attenta e disponibile a qualsiasi suggerimento vogliate darmi.

Dunque.

Quantità per 1 (una) tazza grande (in famiglia lo mangio solo io)

RICETTA DEL PORRIDGE

1) Versare tre, quattro cucchiai abbondanti di fiocchi d?avena in un pentolino (ah, meglio se i fiocchi sono già sminuzzati, cucinano prima e meglio, ma se non li trovate non importa)
2) coprirli di acqua (qualcuno usa il latte ma io preferisco metterlo dopo a freddo ) ? Attenzione che l?avena si imbeve di acqua velocemente, quindi aggiungerne dell?altra altrimenti bruciate tutto
3) cucinare e far bollire un po? fino a quando si forma una specie di latticello
4)versare la pappetta nella tazza
5) addolcire con zucchero di canna, a piacere, e con un po? di succo d?acero
6) aggiungere dei pezzetti di frutta di stagione
7) spolverare abbondantemente di cannella 8) aggiungere un po? di latte freddo

Se poi l?accompagnate a crostini di pane nero tostati, imburrati e ricoperti di marmellata, beh,.. allora è il massimo.

Bye. See you tomorrow

Categorie:Argomenti vari Tag:

vinile

27 Settembre 2004 10 commenti


?radicale inorganico insaturo formato da due atomi di carbonio, uniti da un doppio legame, e tre di idrogeno; è il costituente fondamentale di molte resine sintetiche?
resine viniliche: ?gruppo di resine sintetiche di varie caratteristiche, largamente impiegate nella produzione di vernici, collanti, materiali da rivestimento, dischi fonografici?

DISCHI FONOGRAFICI DI VINILE

Erano così quelli prima dei compact.
Neri, grandi, pesanti, ingombranti.

Ieri, in uno scaffale in garage ne ho trovati alcuni.
Sanno di polvere, di umidità.

Woody Guthrie vol.8 e 9
Viva Chile ? inti-illimani 1 e 2
Miguel
Streisand – Guilty
Lisa Mannelli ? Live at Olympia in Paris
Jethro Tull ? Stand up
Lucio Battisti
Donovan
Leonard Cohen
Bruno Lauzi
Bob Dylan
Franco Battiato?e ancora e ancora

Non che io sia una nostalgica del passato.
Assolutamente no.
A me i cd piacciono moltissimo, leggeri, pratici, piccoli.
Facili da sistemare, facili da portare con te, facili da impilare.

DISCHI FONOGRAFICI DI VINILE

Eppure c?era qualcosa nel frusciare fuori dall?involucro, nella copertina colorata, nel passare il dito sopra le righe e nel pulire l?impronta con un apposito cuscinetto di velluto.

C?era qualcosa di artigianale, quasi che… la riuscita del suono perfetto fosse frutto non solo della tecnologia, ma anche della cura e della passione che ci mettevi.
C?era qualcosa nel mettere la puntina sul giusto solco, subito dopo il cerchio lucido.

La puntina. Ecco.
Ogni tanto da cambiare perché il suono non era più così puro, anche se a dir la verità. puro, a paragone dei cd, non è mai stato.
Era roco, come la voce nei blues.

I gesti.
Forse mi mancano quei gesti, quell?esitazione, quel partecipare, pur essendo solo io una comparsa, all?evento stupefacente della musica.

DISCHI FONOGRAFICI DI VINILE.

Categorie:Senza categoria Tag:

bonjour tristesse

26 Settembre 2004 1 commento


Adieu tristesse

Bonjour tristesse

Tu es inscrite dans les lignes du plafond

Tu es inscrite dans les yeux que j?aime

Tu n?es pas tout à fait la misère

Car les levres les plus pauvres te dénoncent

Par un sourire

Bonjour tristesse

Amour des corps aimables

Puissance de l?amour

Dont l?amabilité surgit

Comme un monstre sans corps

Tete désappointéè

Tristesse beau visage

PAUL ELUARD
(La vie immédiate)

Categorie:Senza categoria Tag: ,

treno intercity – supplemento

26 Settembre 2004 1 commento


TRENO INTERCITY – SUPPLEMENTO

Linea Venezia ? Milano.

Prendo il treno a Venezia, di corsa, affannata. Il traghetto ci ha messo un casino di tempo. Salgo nella prima carrozza alla partenza.
Uff!

Il treno, è lurido. I sedili unti, il pavimento chiazzato, i vetri striati di polvere secca, l?odore insopportabile.

Sale un tizio, si siede.
Dopo un po? comincia a fumare.

(Ma non è proibito fumare in treno?)

Il vagone è per non fumatori, oltretutto. C?è tanto di cartello di divieto.

IC TRAIN – SUPPLEMENT

“Disturbo se fumo?”

“Sì!!

(ma accidenti ci manca anche un fumatore adesso, magari in crisi di astinenza!)

Però non ho voglia di discutere, sono troppo stanca e poi mi ritrovo, da qualche tempo sempre a ribattere a qualcuno.

Dappertutto è una lotta.

OGGI NO

Che vada a quel paese (il fumatore, dico)

Cambio carrozza. La seconda, alias penultima.
All?arrivo dovrò camminare per chilometri.

TRENO INTERCITY – SUPPLEMENTO

Arriva il controllore.
“Mi scusi, ma non è proibito fumare in treno?”
Mi risponde. “No, nell?ultima carrozza si può”.

Questa mi giunge nuova.
Ne sapete niente?

Poco prima della stazione di Padova ci fermiamo. In piena campagna.
“Incendio in stazione”, ci dice il controllore.

IC TRAIN – SUPPLEMENT

Dall?altoparlante nessuna notizia.
Sembra che nelle ultime carrozze le casse degli altoparlanti non funzionino.

MA QUESTE ACCIDENTI DI ULTIME CARROZZEEE!!!

Si sta fermi più di un?ora.
Il controllore ci riferisce che sta tentando invano di contattare il capotreno, che non risponde.

Che sia morto?

TRENO INTERCITY – SUPPLEMENTO

Un signore comincia ad inveire.
Lo calmano a fatica.
In carrozza con me ci sono una ragazza francese e uno tedesco.

IC TRAIN – SUPPLEMENT

BENVENUTI IN ITALIA!

Categorie:Senza categoria Tag: , ,

Marco Paolini

24 Settembre 2004 3 commenti


è veneto, Di Belluno, credo o di Treviso.
Le notizie sono confuse al riguardo o sono confusa io.

L’anno scorso, a settembre, era al festival della letteratura di Mantova. Se ne stava sul palco con Gianmaria testa ed Erri de Luca.
Ha quel suo modo particolare di esibirsi, si passa spesso la mano sulla testa pelata
Parlava di acqua, neve…con quella sua voce un po’ roca e il leggero accento veneto. Leggeva brani da un racconto di Mario Rigoni Stern (il diverso modo di chiamare la neve… dal libro: Sentieri sotto la neve.

In Report ricordo la scena del trenino che lui manovrava sul palco polveroso del teatro di Schio, in provincia di Vicenza (se a qualcuno interessa, lo stanno restaurando…) e i suoi salti a piè pari che sollevavano la polvere e ci facevano trasalire.
Era come uno svegliarsi continuo, di soprassalto.
Ti costringeva, in un modo o nell’altro.

Quest’estate, su, alla rocca di Arzignano si esibiva con un gruppo musicale: ?I mercanti di liquore?. Lo spettacolo era ancora un po’ discontinuo, si capiva che era in rodaggio, ma certi passaggi erano assolutamente strepitosi ed altri severi ed alcuni … esilaranti.
Non lo conoscevo così brillanta.
Con il tempo migliora. Come il vino.
…………………………………………………………………
Da dove sei?
Cio’ da dove sei?
Ti, da dove sito, ti?
Da dove situ, cio’?
Cio’ da’ndove ‘se’ che te si?
Cio’ da ‘ndove ‘se’ che’el ‘se’ da ‘ndove?
Lu ‘ndo le’e’ che’ el’e’ lu, cio’?
Cio’, da ‘ndo l’è lu?
Da ‘nde’ ch’el vien, cio’?
Da onde vienlo, cio’?
Cio’, da dove ‘selo elo?
Da dove ti vien, cio’?

L’importante è quel che
son riuscito a far sentire,
a far capire,
non la lingua che ho
usato per farlo.

Sta in Marco Paolini, Bestiario Veneto, parole mate.

Categorie:Senza categoria Tag: ,

un tanto al chilo

23 Settembre 2004 4 commenti


Faccio la spesa.
A un tanto al chilo.

I CONTI NON TORNANO.

E i chili sono tanti.
I sacchetti mi segano le mani.
Tiramolla. Le braccia si allungano.
Un tanto al metro

CONTI SOSPESI.

Equlibrista tra “I migliori prezzi” e i “Prezzi più bassi”, freccette plasticate gialle, rosse e blu.

I CONTI SI FANNO DOPO

Al super non bisogna precipitarsi:

1) al mattino-presto (gli scaffali hanno vuoti paurosi e le offerte speciali non sono state sistemate)

2)al mattino-tardi (i pezzi scontati sono inesorabilmente finiti per quanto uno brancichi dentro lo scaffale in basso (ma sempre là sotto li devono mettere???)

CONTI ALLA ROVESCIA

Magari, devo anche correre a lavorare.
Un tanto al cento.

A CONTI FATTI

I CONTI NON TORNANO

Categorie:Senza categoria Tag: ,

il piacere degli occhi

22 Settembre 2004 7 commenti


?Le plaisir des yeux? – omaggio a François Truffaut ed alla magia del cinema
Dice il regista :
? Sono l?uomo più felice del mondo, ecco perché: cammino per strada e vedo una donna, non alta ma ben proporzionata, molto scura di capelli, molto decisa nell?abbigliamento con una gonna scura ad ampie pieghe che si muovono al ritmo del suo passo piuttosto rapido; le calze scure sono di certo ben agganciate al reggicalze perché sono tese in maniera impeccabile; il viso non è sorridente, questa donna cammina per strada senza cercare di piacere, come se fosse inconsapevole di ciò che rappresenta: una bella immagine carnale della donna, un?immagine fisica, meglio di un?immagine sexy, un?immagine sessuale. Un passante che la incrocia sul marciapiede non si lascia ingannare: lo vedo voltarsi a guardarla, fare un mezzo giro e seguirla. Osservo la scena. Ora l?uomo è arrivato all?altezza della donna, le cammina a fianco e le mormora qualcosa, sicuramente le solite banalità: beviamo qualcosa ecc. Lei comunque gira la testa dall?altra parte, accelera il passo, attraversa la strada e scompare dietro il primo angolo mentre l?uomo va a tentare la fortuna da qualche altra parte. A questo punto salgo su un taxi e medito un po? su quella scena così quotidiana nelle grandi città e non solo a Parigi.?scrivo un appunto sull?agenda e quattro mesi dopo mi ritrovo in una strada dietro al Trocadero, con una macchina da presa, una squadra tecnica di venticinque persone e due attori scelti per l?occasione, un uomo biondo e abbastanza alto, piuttosto bello e robusto e una donna che, avrete indovinato, è bruna, ben proporzionata e con una gonna ad ampie pieghe?.?

?Fare un film significa migliorare la vita, sistemarla a modo proprio, significa prolungare i giochi dell?infanzia, costruire un oggetto che è allo stesso tempo un giocattolo inedito e un vaso dove si disporranno, come si trattasse un mazzo di fiori, le idee che si provano in questo momento o in modo permanente.??

?Mi sono innamorato del cinema quando avevo dodici anni al momento esatto della liberazione della Francia, quando sono usciti sugli schermi di Parigi tutti i film americani. Sceglievo il film da andare a vedere guardando le foto all?ingresso del cinema. E poi, non so bene perché, ho cominciato ad annotare su un taccuino, appena uscito dalla sala, il nome del regista tutte le volte che il film mi era piaciuto; ma quello era un cinema popolare, tutti in sala disponevano degli stessi elementi per seguire l?azione e capirla?.da dieci anni, ogni volta che giro un film, lo faccio con la speranza di suscitare la curiosità dei passanti che scelgono i film guardando le fotografie all?ingresso del cinema senza preoccuparsi del nome del regista??

Il piacere degli occhi? Marsilio 1988

Categorie:Internet Tag: , ,

verdemare

21 Settembre 2004 3 commenti
Categorie:Senza categoria Tag: